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Mutui e mercato immobiliare: ecco le principali scadenze del 2012

Le manovre che verranno realizzate nel 2012 per quanto riguarda il mercato dei mutui e il panorama del settore immobiliare saranno numerose. Novità che entreranno in vigore nei prossimi 12 mesi e che grazie al portale del Il Sole24 ore, Casa24 plus, andiamo a sintetizzare con un prontuario che riassume a step cosa accadrà di importante nell'anno che ci pone all'orizzonte.

A gennaio due le principali questioni che riguardano il "mattone".

Il bonus del 36% sul recupero edilizio non dovrà essere più prorogato e diventerà definitivo. Il decreto "salva-itala" ha sancito infatti già dal 1° gennaio 2012 di poter ottenere la detrazione fiscale del 36% su interventi di ristrutturazione e recupero di immobili oltre che ad inserire la stessa detrazione anche su immobili colpiti da calamità naturale e da ricostruire. Inoltre avrà proroga fino al 31 dicembe 2012 il bonus del 55% per quanto riguarda interventi sul risparmio energetico. Dal 2013 si ripasserà al 36%.

Altro punto importante di gennaio, e del quale abbiamo già parlato sul blog mutui (clicca qui per leggere il post), quello dell'introduzione della classe energetica sugli annunci commerciali di vendita di edifici e appartamenti.

Il 1° febbraio 2012 coincidera con la data di introduzione della tracciabilità delle operazioni sul contante con tanto di tetto di prelievo sullo stesso. I pagamenti con denaro contante saranno infatti regolati da una moratoria che vieterà trasferimenti pari o superiori a mille euro e fino a 2.499,99 euro. Inoltre entro il 31 marzo 2012 i libretti di deposito al portatore con saldo pari o superiore a mille euro dovranno essere estinti o il loro saldo dovrà essere ridotto a 999,99 euro.

Ad aprile verrà introdotta la polizza assicurativa non obbligatoriamente legata al "pacchetto mutuo" (clicca qui per effettuare un preventivo gratuito). L'Isvap ha emanato la nuova disciplina riguardo la stipula di polizze assicurative legate al mutuo. Qui il nostro post che spiega questa importante novità.

A giugno ecco quindi il primo acconto dell'Imu. L'imposta municipali sugli immobili (vecchia Ici) reintrodotta dal governo Monti avrà come appuntamento lunedì 18 giugno 2012.

A ottobre l'Iva subirà un ulteriore aumento di 2 punti. Dal 1° ottobre, se non entreranno in vigore prima provvedimenti in materia fiscale e assistenziale che consentano alle casse dello Stato di recuperare almeno 4 miliardi l'anno prossimo, 16 miliardi nel 2013 e 20 nel 2014, la manovra salva-Italia agirà sull'Iva con aumenti dell'aliquota ordinaria (attualmente al 21%) e di quella intermedia, che interessa i beni meritevoli di tutela (al 10%). La prima (applicata su consumi anche popolari come benzina, vino, hi-fi, telefonia) passerà al 23% e l'altra (che riguarda anche alcuni prodotti alimentari e servizi turistici)salirà al 12%.

A novembre tutti i fabbricati rurali, cascine, fienili, stalle, tettoie, inseriti nell'iscrizione al Catasto ai terreni dovranno essere iscritti in quello dei fabbricati. L'iscrizione al Catasto dei fabbricati rurali è prevista dalla manovra Monti e consente di attribuire a questi edifici una rendita catastale autonoma, così che dal 2012 possano pagare l'Imu.

(DailyRe)

Focus Notizia

Prestiti bancari, ancora una frenata

Bankitalia: a febbraio giù dello 0,4%. "Dalla Bce 270 miliardi agli istituti" La fragilità Sul calo del credito Visco ricorda la scarsa solvibilità delle Pmi

I prestiti alle imprese continuano a rallentare mentre si sciolgono le tensioni sui tassi di interesse che, in linea con il miglioramento delle scorse settimane del clima sui mercati dei titoli pubblici, hanno iniziato a calare dopo mesi di rialzi. Diversamente salgono i tassi sui mutui per l' acquisto di abitazioni, ma è il risultato del sempre più consistente spostamento dei contratti dal variabile al fisso sull' onda delle incertezze sul futuro dell' economia e della crisi. Torna poi in positivo, dopo cinque mesi, la crescita della raccolta. Lo dicono i dati sui bilanci bancari relativi al mese di febbraio diffusi ieri dalla Banca d' Italia. I prestiti innanzitutto. A febbraio, dice Bankitalia, il tasso di crescita sui dodici mesi dei finanziamenti al settore privato è diminuito all' 1,3% dall' 1,7% di gennaio. A incidere maggiormente è stato il rallentamento dei prestiti alle imprese che sono cresciuti solo dello 0,9% contro l' 1,4% di gennaio, mentre per quelli alle famiglie la flessione è stata minore (2,7%) dal 3,1%. L' andamento di febbraio conferma quindi le proteste del mondo imprenditoriale soprattutto quello delle Pmi verso le banche che, dicono, pur avendo ottenuto abbondante liquidità dalla Bce, (in marzo ha toccato i 270 miliardi) non la stanno trasferendo all' economia. Colpa della crisi che ha ridotto significativamente la voglia delle aziende di investire, ribattono le banche. E sul calo della domanda come possibile ragione del rallentamento del credito bancario si sono espressi anche il presidente della Bce, Mario Draghi, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, il quale ha sottolineato anche il problema della scarsa solvibilità delle piccole e medie aziende. Le sofferenze comunque sono in via di contenimento: il loro tasso di crescita in febbraio è diminuito al 16,6% rispetto al 17,9% del mese precedente. Significativo in febbraio è stato però il calo dei tassi d' interesse, soprattutto come effetto sia dell' aumento della liquidità sia della discesa dei rendimenti e dello spread dei titoli italiani rispetto ai Bund tedeschi, tornato in tensione solo nell' ultima settimana: i tassi sui nuovi prestiti erogati alle imprese sono scesi al 3,80% dal 4,06% di gennaio. La diminuzione è guidata dai tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (che scendono al 3,09% dal 3,47% del mese precedente) mentre i tassi sui prestiti di importo inferiore a tale soglia scendono in misura minore (4,96% dal 5,01% di gennaio) e quelli sui fidi di conti corrente dal 5,35% al 5,33%. In controtendenza, risultano ancora in salita i tassi sui nuovi mutui per l' acquisto di abitazioni erogati in febbraio alle famiglie: sono aumentati lievemente al 4,61% dal 4,55%. Ma c' è una spiegazione: la percentuale fornita dalla Bankitalia è la media dei tassi applicati ai prestiti a tasso variabile che sono scesi per il calo dell' Euribor e a quelli a tasso fisso rimasti invece ancorati alla maggiore rigidità del lungo termine. Ebbene, il fatto è - spiegano le aziende di credito - che è proseguito, accentuandosi, lo spostamento dei nuovi mutui sul tasso fisso che in periodo di grande incertezza come l' attuale è il più gettonato. Importante, infine, è il ritorno in positivo del tasso di crescita annuale dei depositi, pari allo 0,5%, in aumento rispetto al valore negativo dello 0,7% registrato a gennaio. In particolare il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria è cresciuto al 17,7% dal 16,4% del mese precedente.

(Corriere della Sera)