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Prestiti bancari, ancora una frenata
Bankitalia: a febbraio giù dello 0,4%. "Dalla Bce 270 miliardi agli istituti" La fragilità Sul calo del credito Visco ricorda la scarsa solvibilità delle Pmi
I prestiti alle imprese continuano a rallentare mentre si sciolgono le tensioni sui tassi di interesse che, in linea con il miglioramento delle scorse settimane del clima sui mercati dei titoli pubblici, hanno iniziato a calare dopo mesi di rialzi. Diversamente salgono i tassi sui mutui per l' acquisto di abitazioni, ma è il risultato del sempre più consistente spostamento dei contratti dal variabile al fisso sull' onda delle incertezze sul futuro dell' economia e della crisi. Torna poi in positivo, dopo cinque mesi, la crescita della raccolta. Lo dicono i dati sui bilanci bancari relativi al mese di febbraio diffusi ieri dalla Banca d' Italia. I prestiti innanzitutto. A febbraio, dice Bankitalia, il tasso di crescita sui dodici mesi dei finanziamenti al settore privato è diminuito all' 1,3% dall' 1,7% di gennaio. A incidere maggiormente è stato il rallentamento dei prestiti alle imprese che sono cresciuti solo dello 0,9% contro l' 1,4% di gennaio, mentre per quelli alle famiglie la flessione è stata minore (2,7%) dal 3,1%. L' andamento di febbraio conferma quindi le proteste del mondo imprenditoriale soprattutto quello delle Pmi verso le banche che, dicono, pur avendo ottenuto abbondante liquidità dalla Bce, (in marzo ha toccato i 270 miliardi) non la stanno trasferendo all' economia. Colpa della crisi che ha ridotto significativamente la voglia delle aziende di investire, ribattono le banche. E sul calo della domanda come possibile ragione del rallentamento del credito bancario si sono espressi anche il presidente della Bce, Mario Draghi, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, il quale ha sottolineato anche il problema della scarsa solvibilità delle piccole e medie aziende. Le sofferenze comunque sono in via di contenimento: il loro tasso di crescita in febbraio è diminuito al 16,6% rispetto al 17,9% del mese precedente. Significativo in febbraio è stato però il calo dei tassi d' interesse, soprattutto come effetto sia dell' aumento della liquidità sia della discesa dei rendimenti e dello spread dei titoli italiani rispetto ai Bund tedeschi, tornato in tensione solo nell' ultima settimana: i tassi sui nuovi prestiti erogati alle imprese sono scesi al 3,80% dal 4,06% di gennaio. La diminuzione è guidata dai tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (che scendono al 3,09% dal 3,47% del mese precedente) mentre i tassi sui prestiti di importo inferiore a tale soglia scendono in misura minore (4,96% dal 5,01% di gennaio) e quelli sui fidi di conti corrente dal 5,35% al 5,33%. In controtendenza, risultano ancora in salita i tassi sui nuovi mutui per l' acquisto di abitazioni erogati in febbraio alle famiglie: sono aumentati lievemente al 4,61% dal 4,55%. Ma c' è una spiegazione: la percentuale fornita dalla Bankitalia è la media dei tassi applicati ai prestiti a tasso variabile che sono scesi per il calo dell' Euribor e a quelli a tasso fisso rimasti invece ancorati alla maggiore rigidità del lungo termine. Ebbene, il fatto è - spiegano le aziende di credito - che è proseguito, accentuandosi, lo spostamento dei nuovi mutui sul tasso fisso che in periodo di grande incertezza come l' attuale è il più gettonato. Importante, infine, è il ritorno in positivo del tasso di crescita annuale dei depositi, pari allo 0,5%, in aumento rispetto al valore negativo dello 0,7% registrato a gennaio. In particolare il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria è cresciuto al 17,7% dal 16,4% del mese precedente.
(Corriere della Sera)









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