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Mutui, nuovo minimo storico dei tassi a dicembre 2017

In seno alla Bce si inizia anche a ragionare di come smontare il piano straordinario d'acquisto di titoli, intanto le condizioni del credito - per chi vi accede - continuano a risultare senza precedenti.

Ne è prova l'ultimo bollettino dell'Abi sull'andamento dei prestiti da parte delle banche, dal quale emerge che i tassi applicati sui finanziamenti per l'acquisto di abitazioni hanno registrato un nuovo minimo storico all'1,9% nel dicembre scorso.

Anche i tassi di interesse "applicati sui prestiti alla clientela si collocano su livelli molto bassi", si legge nel rapporto Abi. "Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,69%, nuovo minimo storico (2,73% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007)". Per quanto riguarda i prestiti alle imprese, infine, il tasso medio dell'1,54% ha segnato parimenti un record.

I prestiti che le banche hanno erogato alle famiglie, imprese private e Pa sommano 1.785 miliardi alla fine del 2017, "proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di crescita annuo risulta su valori positivi da 23 mesi)". Se si guardano i valori assoluti delle tabelle dell'Abi, questi risultano maggiori sia nel dicembre 2015 (1.824 miliardi) che nel dicembe 2016 (1.802 miliardi), ma l'associazione precisa che la variazione percentuale è ricalcolata "includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad. esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni)". Stesso discorso per il sotto-insieme dei prestiti alle famiglie e società non finanziarie, 1.376 miliardi a dicembre con una crescita del 2,31% sullo stesso mese del 2016.

La raccolta bancaria conferma le recenti dinamiche: in Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine 2017, di oltre 50,5 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,6% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per circa 50,7 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -15,2%).

Quanto infine alla salute dei bilanci bancari, le sofferenze nette (cioè i crediti difficili da far rientrare, conteggiati al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a novembre 2017 si sono attestate a 66,3 miliardi di euro, in leggero aumento dai 65,9 miliardi del mese precedente e in forte calo rispetto al dato di dicembre 2016.

Notizia redatta da repubblica.it


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