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Fino ad oggi funzionava così: marito e moglie, intestatari di una casa a testa, che avevano due residenze differenti – ciascuno nell’immobile di proprietà – non pagavano l’Imu se le abitazioni di trovavano in due Comuni differenti.

 Imu, cosa cambia nel 2020
Ciò non sarà più possibile dal 1° gennaio 2020. Con la nuova norma, infatti, sarà possibile ottenere una sola esenzione Imu per nucleo familiare, a prescindere dal luogo di residenza dei due coniugi.

Pertanto ogni nucleo familiare potrà indicare una sola abitazione come principale, sulla quale non pagare l’Imu, anche se la seconda casa si trova fuori dal territorio comunale di residenza.

Uno stratagemma che va a colpire le famiglie italiane per rimpinguare le casse dello Stato: risorse da sperperare magari col reddito di cittadinanza.

Non solo: a partire dal prossimo gennaio 2020, sottolinea La Stampa, la Tasi sparirà dalla circolazione. Resterà solo l’Imu, che includerà però la somma del defunto Tributo per i servizi indivisibili. Gli effetti ricadranno soprattutto sugli esercizi commerciali, che si troveranno costretti a sborsare diversi denari in più. Essi vedranno evaporare l’agevolazione prevista sui contratti di locazione, data dall’agevolazione al 10%. Secondo Confedilizia scatterà un incremento fiscale che peserà sull’intera categoria “per almeno il 13% in più”.

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